Packing to... China

Ciao Sara, 

Sono Giulia, diciotto anni, fisico decisamente a pera (una 40/42 per spalle e vita, una buona 44 per i fianchi, 1,72 di altezza).
Il mese prossimo partirò per la Cina per un viaggio (come turisti) di due settimane in compagnia del mio ragazzo e della sua famiglia.... posto molto molto caldo e molto molto umido oltre che bellissimo. Cammineremo tanto e prenderemo tanti aerei ( anche per muoverci all'intero del paese) . 
Ed ecco qui che ho cominciato a chiedermi...cosa metto in valigia?!
Mi sento di escudere (oltre ai jeans per l' aereo per ovvie ragioni) i pantaloncini da turista....mi sentirei così a disagio! 
Quindi eccomi qui, bisognosa di un buon consiglio.
Vorrei essere al meglio ma anche sentirmi a mio agio, mi servirebbe qualcosa di pratico e comodo che però mi stia bene ...esiste?! 
Mi rimetto così all'esperta.
Grazie! 
Giulia


p.s: ti pregherei anche di consigliarmi una borsa comoda per muovermi tutti i giorni che, sempre se esiste, non sia lo zainetto da " tedesco in vacanza" ( ho già valigione per il viaggio intercontinentale e borsone per i viaggi aerei all'interno del paese). 

Ancora grazie



Mamma mia. Che invidia. Mi stanno arrivando un sacco di mail che mi chiedono consigli su cosa portarsi in valigia e io vorrei tanto essere in panciolle su una spiaggia deserta o in procinto di andarci ma, ahimè, le mie tanto agognate vacanze sono ancora lontane. Dannata bassa stagione.
Ma veniamo a noi! Siete fortunate, io sono la regina delle valigie, l'anno scorso sono partita per il mare con un bagaglio a mano così misero che sembrava fossi una del personale dell'aeroporto più che una passeggera. Ho un grosso problema coi bagagli grossi, lo ammetto; prima ero una di quelle che si portava dietro mezzo armadio, adesso giuro partirei giusto con un ricambio e la crema solare. Questo mio odio mi ha portata ad ingegnarmi, ovvero a creare delle valigie che potessero essere minimali e complete al tempo stesso, cosa difficile ma non impossibile - credetemi. Per Giulia la necessità di avere un bagaglio leggero diventa quasi vitale, con tutti i voli che dovrà fare. A meno che non acquisti una scimmia e le faccia portare le valigie al posto suo, ma tutto questo esula dalla mia competenza (e credo anche dalla legge, sicché sorvolo). 
Allora, il mio personalissimo metodo per preparare i bagagli è quello di creare una capsule collection ispirata al viaggio in questione, ovvero scegliendo una serie di capi che si combinato tra loro così da avere una scelta limitata e precisa una volta là, senza dover scendere negli antri lugubri del "non so cosa mettermi", e rendendo gli outfit potenzialmente moltiplicabili; ok, come metodo non è geniale o innovativo, lo ammetto. 
La prima cosa da fare è scegliere colori neutri. Mi spiego: se siete indecise tra una maglia a righe bianche e nere e una camicia a volant azzurri e dorati ...capirete anche da sole come va a finire questa frase. Se poi volete portarvi comunque la camicetta da mille e una notte, libere di farlo, ben consce però che avrete un capo che difficilmente potrà abbinarsi ad altri: lasciatelo in valigia se sapete ESATTAMENTE quando indossarlo. 
Lo stesso discorso vale per le scarpe: pesano tanto, sono ingombranti, spesso rimangono inutilizzate per tutta la vacanza. Sicuramente le scarpe da ginnastica o i sandali, per una viaggio in cui si prevede di camminare praticamente sempre, si riveleranno indispensabili; le ballerine, se comode, anche; oxford, tacchi, zeppe, mocassini magari anche no. Ricordo ad una gita delle superiori, un'amica portò un paio di ballerine in raso costate non so quanti stipendi e che NON potevano assolutamente bagnarsi. Ovviamente quel giorno cominciò a diluviare. La morale non è (solo) "evitate di buttare stipendi in ballerine che non possono bagnarsi" ma "siamo sicure che una gita delle superiori in aprile sia il luogo più sicuro dove portare un paio di ballerine che non possono bagnarsi?". 

Detto questo, cominciamo a preparare la valigia per la Cina; giuro che per questo post mi sono molto documentata riguardo alla moda cinese e ho scoperto essenzialmente che: sulle passerelle della China Fashion Week sfilano solo kimono (e qui tutti ad insultarmi perchè il kimono è giapponese, lo so, ne sono conscia, ammetto la mia ignoranza in fatto di cultura Orientale, chi ne ha mi illumini!) e abiti che potrebbero essere portati giusto da Niki Minaj - questo per dirvi la sobrietà; gli editoriali non prevedono praticamente nessuna modella cinese; laddove non vi sia un tripudio di pizzi, gothic lolita (sì, anche queste giapponesi, non è colpa mia se le uniche cose che so sull'argomento "Est del Mondo" mi vengono da mezza giornata alla Fiera del Fumetto di Milano), volumi estremi e tessuti preziosi, trionfa il minimal più minimal nei toni del grigio tortora.
Così ho accantonato i miei studi e ho proseguito da perfetta ignorante.

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Allora, per prima cosa dividiamo il look in parte sopra e parte sotto: la parte sotto è quella cruciale per le pere quindi direi di prestarci più attenzione. Gli shorts non sono l'alleato principe di una pera, ma c'è da dire che col caldo che patirai in Cina con i continui spostamenti io ti sconsiglio di prendere anche solo in considerazione l'idea di infarcire la tua valigia di jeans (leggi: sauna) e gonne anni '50. O meglio: le gonne anni '50, a vita alta, le prenderai, ma magari per quei giorni in cui non dovrai scarpinare su e giù dalla Grande Muraglia e voli charter. Per quei giorni, invece, preparati: facciamo pace con gli shorts, che dici? Lo so, sarà difficile, ma anche Anna li ammette per pere e clessidre quando fa caldo. Inoltre, esistono shorts e shorts: diciamocelo, magari quelli girochiappa di jeans che stanno giusto bene alle 13enni al grest me li scorderei, però shorts più dignitosi, con la vita alta e la gamba morbida, perché no? 

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Da un po' di tempo è tornata di moda quella che mia mamma da piccola mi faceva indossare ogni sacrosanta domenica, la gonna-pantalone, ovvero la gonna che davanti è gonna e dietro è shorts. Skort, in linguaggio tecnico. La skort a vita alta e a metà coscia è incredibilmente amica di ogni fianco, ma soprattutto dei più femminili; ha la comodità di un paio di pantaloncini (per cui puoi correrci, prenderci aerei, sedertici a terra) senza segnare le cosce. Io sono entrata nel tunnel di quella a tulipano di Zara e non riesco ad uscirne. Con buona pace di mia mamma che negli anni '90 doveva gridare per farmici entrare. Ecco, Giulia, io di skort e di pantaloncini corti morbidi ci riempirei la valigia. Vanno bene per il giorno, ma anche per la sera. Basta cambiare accessori e top. 
Evita come la peste i bermuda. Ti faresti ridere dietro da mezza Cina.
Facciamo un esempio pratico: una skort blu scuro di lino con una maglia bianca semplicissima e una sciarpa leggera può essere perfetta per un viaggio in aereo. (La borsa per viaggiare esiste eccome, si chiama proprio travel bag, questa che ho trovato costa un occhi, ma le trovi a molto molto meno!). Con gli stessi accessori e una camicia infilata dentro (o crop top, hai un vitino da vespa che può permetterselo!) è perfetta per girare in città senza per questo avere l'aria di una turista tedesca; la stessa camicia, indossata con ballerine, gonna a ruota e minibag nere più dettagli oro è ottima per una serata; la stessa gonna e le stesse ballerine con una maglia a righe e la traver bag di cui prima creano un altro outfit diurno da città; e se devi prendere l'aereo? Cambi la gonna con la skort blu scuro. E se aggiungiamo  una skort verde militare, possiamo unirla alla camicia o alla maglia con le righe o alla maglia bianca e mantenere il tono su tono con la sciarpa beige e la traver bag... E così via, e così via! Insomma, con pochi capi ti crei possibilità per la sera e il giorno, mantenendo la dignità e la comodità nello stesso tempo.
Qui di abbinamenti ne ho segnati 7 ma se conti che ogni gonna può abbinarsi ad ogni maglia, le possibilità si moltiplicano. 



Ultimo consiglio da nonna: quando prepari la valigia, non piegare i capi, arrotolali. Occupano meno spazio e non si sgualciscono. 

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