Le (mie) 10 regole per vestire bene

Mi sono arrivate, dal giorno in cui ho aperto questo blog, un po' di mail che mi chiedono se esistono - e in caso quali sono - le regole generali per vestirsi bene. Premetto che non sono un'esperta del settore e dunque un post che spieghi in quali occasioni bisogna evitare il lungo e quali altre prevedono da bon ton il tacco 12 non sarei proprio in grado di scriverlo (per quello c'è Carla Gozzi). Quindi ho deciso di rispondere a tutte con le mie (personalissime, opinabilissime, non assolutissime) regole per vestirsi bene; che sono poi le mie (personalissime, opinabilissime, non assolutissime) regole per vivere bene.
Vi lascio con loro prima di partire per un po' di vacanze! (Oggi devo preparare ben due valigie per due mete opposte, verrò sepolta da milioni di vestiti, questo potrebbe essere il mio testamento per quanto ne so!). 


1- smettere di confrontare le proprie scelte con quelle degli altri. Siamo quasi sette miliardi, su questo pianeta, e non uno di questi sette miliardi ha una vita, una storia, amicizie, capelli, occhi, corpi simili a quelli che abbiamo noi; quando rovesciamo a testa in giù la scatola di un puzzle da sette miliardi di pezzi non pretendiamo che ogni forma s'incastri perfettamente nell'altra. E quando anche, forzando due tasselli, riusciamo ad incastrarli malamente, il disegno che ci mostrano non sarà quello che dovrebbero mostrare davvero. 


2- avere coscienza dei propri pregi prima che dei propri difetti.  Quando un bambino torna da scuola, corre dalla mamma e le grida: "Guarda mamma oggi cosa ho fatto!" e non "cosa non sono capace di fare".  



3- non avere icone di stile. "Chissà perchè Ines de la Fressange in total black è divina, mentre io sembro un mimo da circo" (FNB, la cit. non è accuratissima perchè con i miei potenti mezzi non riesco a trovare il post dove l'aveva scritta...)


4- abbandonare l'idea che alcuni abiti non sono alla nostra portata. Quando ero più piccola ero convinta che non sarei mai stata capace di prendere la patente, portare i tacchi, trovarmi un fidanzato. Ero sicura che i vestiti e le gonne che mi piacevano ed ammiravo nelle vetrine fossero per le ragazze più ricche, più belle e piene di classe di me. 
Poi ho smesso, e ora guido, porto tacchi e convivo.  


5- preferire la semplicità ed accettare che a volte le cose possono anche essere semplici e bellissime comunque. Talvolta un tubino nero basta.


6- avere coscienza del tempo che passa, che non c'è nulla di più volgare di una cinquantenne che fruga nel guardaroba della figlia. L'unico modo per invecchiare bene è farlo con dignità.


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7- avere un porto sicuro dove rifugiarsi perchè nei momenti in cui siamo prese dal panico il tempo per riflettere non ci sarà. L'ansia da armadio vuoto si vince avendo un angolo nell'armadio dove i capi che ci stanno sempre bene sono lì ad attenderci; perchè quando si è nel panico, è sacrosanto cercare la coperta di Linus.


8- affezionarsi alle cose; la fast fashion ci ha abituate a non dare più valore a quello che compriamo e indossiamo. Non è questione di spendere più o meno. E' questione di sapere che se rompiamo quella tal cosa, potremo sostituirla senza problemi e senza piangerla neanche un secondo. Forse abbiamo bisogno di più cose che siano insostituibili.


9- non pensare che dobbiamo essere per forza sexy e quindi magrissime e con tanta carne al vento anche ad un picnick in famiglia; per chi davvero val la pena di essere sexy, siamo sexy sempre, anche in jeans e infradito. 


10- spegnare il cervello (qualche volta) e scegliere di pancia; indossiamo un abito non solo perchè ci sta bene, è di moda, ci fa sentire belle, nasconde i fianchi larghi, è legato ad un bel ricordo; ma perchè ci fa letteralmente, ed immotivatamente, impazzire.


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Buone vacanze!

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